Tre Borghi, Tre Fagioli

Nelle valli dell’entroterra ligure, un legame antico tra terra, acqua e tradizione

Ci sono storie che si raccontano attraverso i sapori, e altre che si scrivono sulla terra. Nelle valli dell’entroterra imperiese—la Valle Impero, la Valle Argentina e la Valle Nervia—tre borghi custodiscono tre varietà di fagiolo bianco che portano i loro nomi: Conio, Badalucco e Pigna.

Sono fagioli fratelli ma non gemelli. Dal più grande al più piccolo: Conio con la sua forma allungata a rene, Badalucco tondo come un uovo (che in dialetto chiamano “rundin”), Pigna il più minuto dei tre.. Ma quello che li accomuna è più forte di ciò che li distingue: la buccia sottilissima che quasi scompare in bocca, la pasta morbida e cremosa, il gusto delicato che sa di terra calcarea e acqua di sorgente..

Riconosciuti come Presidio Slow Food, questi fagioli sono il frutto di secoli di selezione naturale e sapienza contadina. E da Diano Marina, sono tutti raggiungibili in meno di un’ora.

Tre valli, una storia

Nel XVII secolo, questi fagioli arrivarono in Liguria dalla Spagna, passando per la Provenza. Trovarono nelle valli dell’entroterra imperiese condizioni perfette: terreni sciolti e ben drenati sui terrazzamenti a secco, acqua sorgiva calcarea ricca di minerali, altitudini che variano tra i 300 e gli 800 metri.

Qui, la selezione naturale fece il suo lavoro. Le diversità dei terreni, dell’acqua e dei microclimi produssero tre tipologie distinte, ognuna legata al suo borgo. A Conio, nella Valle Impero, i fagioli crebbero più grandi e presero una forma reniforme. A Badalucco, nella Valle Argentina, rimasero più piccoli e tondeggianti. A Pigna, nella Valle Nervia, divennero i più minuti, con note di castagna e noce fresca.

La semina avviene a fine giugno, la raccolta tra metà settembre e metà ottobre quando i bacelli sono secchi sulla pianta. Tutto rigorosamente a mano, su terrazzamenti che sembrano sfidare la gravità.

Tre borghi, tre cucine

Ogni borgo ha sviluppato la sua ricetta simbolo, quella che non si fa da nessun’altra parte.

A Conio (frazione di Borgomaro, 21 km da Diano Marina, circa 20-30 minuti in auto, preparano lo “Zemin”: una zuppa di fagioli, verdura e carne che scalda le serate d’autunno. Il borgo, arroccato a 630 metri, offre viste che spaziano fino al mare nei giorni più limpidi.

A Badalucco (Valle Argentina, circa 35 km da Diano Marina, 45 minuti), i fagioli diventano “Friscioi”: frittelle dorate che gli anziani preparano ancora come una volta, lasciando che la pasta si gonfi nell’olio bollente. Il paese si stringe attorno al torrente Argentina, con case in pietra e caruggi ripidi.

A Pigna (Valle Nervia, circa 45 km da Diano Marina, 50 minuti verso Ventimiglia), il piatto d’onore è “Capra e fagioli”: la carne robusta dell’entroterra incontra la cremosità del legume. Il borgo medievale si arrampica a forma di pigna—da cui il nome—tra boschi di castagni e uliveti.

Ma il modo migliore per gustarli, in tutti e tre i borghi, resta lo stesso: lessi, con un filo di olio extravergine d’oliva, aglio, alloro e sale alla fine. La sensazione in bocca deve essere di uniformità, come se la buccia non ci fosse.

Come raggiungerli da Diano Marina

Per Conio: Da Diano Marina prendi la SP28 verso Diano Castello, poi segui le indicazioni per Borgomaro. Il percorso sale tra colline coltivate a ulivi, con scorci che si aprono sulla costa. Tra i produttori: Anna Giusi Librando, Paolo Mela e Daniele Ventimiglia.

Per Badalucco: Prendi l’Aurelia verso Imperia, poi la SP548 che risale la Valle Argentina. Il fiume ti accompagna per tutto il tragitto, tra ponti medievali e terrazze di fagioli. Produttore: Marco Brezzo.

Per Pigna: Segui l’Aurelia verso Ventimiglia, poi la SP64 che sale nella Valle Nervia. Il paesaggio si fa più aspro, più montano. Tra i produttori: Roberto Rebaudo dell’Agriturismo Alpagan, Marco Bolognesi.

Importante: Solo i fagioli confezionati in sacchetti di iuta con marchio di riconoscimento e logo del Presidio Slow Food sono garantiti. Diffida dalle imitazioni.

Perchè cercarli

La produzione è sempre più bassa. Pochi produttori mantengono viva questa tradizione, combattendo contro lo spopolamento delle valli e la scarsa attenzione della ristorazione. Ogni sacchetto di fagioli racconta di terrazzamenti mantenuti a fatica, di piante curate a mano, di saperi tramandati di generazione in generazione.

Visitare questi borghi non significa solo portare a casa un prodotto raro. Significa scoprire un entroterra ligure che resiste, che mantiene vive tradizioni che altrove si sono perse. Significa camminare tra caruggi stretti dove il tempo scorre diverso, parlare con chi ancora lavora la terra come cent’anni fa, capire quanto sia fragile—e preziosa—questa rete di saperi e sapori.

Tre borghi, tre fagioli. Tre modi diversi di dire la stessa cosa: che il legame tra terra, acqua e mani sapienti è ciò che rende unico un luogo. E che alcuni sapori meritano di essere cercati, non solo assaggiati.

Il nostro staff sarà felice di aiutarti a organizzare una gita nell’entroterra, con indicazioni precise per raggiungere i borghi e contattare i produttori. Perché l’esperienza migliore è sempre quella che unisce il palato allo spirito.

Nei dintorni

Scopri le meraviglie che circondano il nostro hotel: panorami mozzafiato, attrazioni culturali e percorsi naturali ideali per rilassarsi o esplorare. Ogni esperienza è a pochi passi!

  1. Aeroporto di Genova (Cristoforo Colombo) – 100 km
  2. Aeroporto di Nizza (Côte d’Azur) – 90 km
  3. Stazione di Diano Marina – 1 km
  4. Stazione di Imperia – 7 km
  5. Villa Grock (Imperia) – 7 km
  6. Centro Storico di Cervo – 4 km
  7. ⁠Sanremo – 35 km
  8. Alassio – 30 km
  9. ⁠Pista Ciclabile del Parco Costiero Riviera dei Fiori – 7 km

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