Cervo e la “Scainà de Rumpi Cù”
Quando il campanilismo accendeva risse tra i carruggi
C’è un angolo di Cervo che nessuno ti racconterà mai nei depliant patinati. Non lo troverai sulle cartoline con la chiesa barocca che si specchia nel mare, né nelle guide che elencano palazzi storici e oratori medievali. Eppure, esiste, nascosto tra i carruggi del borgo, con un nome che fa sorridere e una storia che racconta molto sui tempi passati: la “Scainà de Rumpi Cù”, la scalinata che “rompe il sedere”.
Sì, hai letto bene. Nel cuore di uno dei borghi più belli d’Italia, tra case color pastello e viste mozzafiato sul Golfo Dianese, c’è una scalinata che porta questo nome irriverente. E dietro quel nome c’è uno spaccato di vita del Seicento che vale la pena conoscere.
Quando i balli popolari accendevano le rivalità
Siamo nel Seicento. Cervo è un borgo vivo, animato dai ritmi dei pescatori di corallo che solcano i mari tra Corsica e Sardegna. La sera, quando il lavoro si ferma, il paese si ritrova per i balli popolari. È qui, tra note e passi di danza, che nasce la leggenda della scalinata.
I giovani cervesi non sopportavano che, durante i balli, le ragazze del borgo fossero corteggiate dai ragazzi di altri paesi. Il campanilismo era acerrimo. Una sera, la tensione esplose. Un litigio degenerò in rissa proprio su quella ripida scalinata che collega via Alfieri a Piazza Alassio, nota anche come Traversa del Forno.
Da quel giorno, quella rampa di gradini prese il nome di “Scainà de Rumpi Cù” – una sintesi perfetta, in dialetto ligure, di quanto doveva essere stato doloroso rotolare giù per quei gradini durante la zuffa. Il nome è rimasto.
Un borgo che custodisce storie inaspettate
Oggi, camminando per Cervo, puoi ancora trovare quella scalinata. Non c’è una targa che la celebra, non ci sono turisti che si fermano a fotografarla. È semplicemente lì, ripida e acciottolata come tutte le altre, parte del dedalo di carruggi che rendono questo borgo un labirinto verticale affacciato sul mare.
Le scalinate di Cervo sono caratteristiche del borgo ligure: ripide, capaci di colmare dislivelli di parecchi metri con pochi gradini. Ma solo una porta con sé il ricordo di un amore conteso, di una serata finita male, di giovani che non sapevano perdere.
È questo che rende Cervo speciale. Non solo la chiesa dei Corallini con la sua facciata barocca, non solo il castello dei Clavesana o il Festival Internazionale di Musica da Camera nato dall’intuizione del violinista ungherese Sándor Végh nel 1964. Ma anche le storie minori, quelle che si tramandano nei vicoli, quelle che parlano di una comunità che ha vissuto, si è evoluta, è cresciuta.
Perché visitare Cervo con occhi nuovi
Quando arrivi a Cervo, non limitarti alla passeggiata classica. Cerca la “Scainà de Rumpi Cù”. Immaginati lì, in una sera del Seicento, con il suono di un tamburello che riecheggia tra le case, la vita del borgo che pulsa nei carruggi. E poi sorridi, perché quella scalinata è ancora lì, testimone silenzioso di come sono cambiate le cose.
Il nostro staff dell’Hotel Arc en Ciel conosce bene Cervo e sarà felice di indicarti dove trovarla, insieme agli altri angoli segreti del borgo. Visitare la Riviera dei Fiori significa anche questo: scoprire le storie che nessuno racconta, quelle che rendono ogni carruggio un libro aperto sulla vita di chi c’è stato prima di noi.
Nei dintorni
Scopri le meraviglie che circondano il nostro hotel: panorami mozzafiato, attrazioni culturali e percorsi naturali ideali per rilassarsi o esplorare. Ogni esperienza è a pochi passi!
- Aeroporto di Genova (Cristoforo Colombo) – 100 km
- Aeroporto di Nizza (Côte d’Azur) – 90 km
- Stazione di Diano Marina – 1 km
- Stazione di Imperia – 7 km
- Villa Grock (Imperia) – 7 km
- Centro Storico di Cervo – 4 km
- Sanremo – 35 km
- Alassio – 30 km
- Pista Ciclabile del Parco Costiero Riviera dei Fiori – 7 km
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